Le 36 domande per innamorarsi: cosa dice lo studio e tutti i temi

Di Il team di LoveStorySpace · Aggiornato il · 9 min di lettura

Risposta rapida

Le 36 domande per innamorarsi vengono da uno studio dello psicologo Arthur Aron e colleghi, pubblicato nel 1997: due persone si alternano nel rispondere a 36 domande sempre più personali, divise in tre serie da 12, per circa 45 minuti. Lo studio ha dimostrato che questo scambio graduale crea un forte senso di vicinanza, anche tra sconosciuti. Non garantisce l'amore, ma funziona benissimo anche per le coppie che vogliono riscoprirsi. Molti aggiungono alla fine 4 minuti di sguardo negli occhi, in silenzio.

In sintesi

  • Lo studio (Aron e colleghi, 1997) misurava la vicinanza tra sconosciuti, non l'innamoramento.
  • Il segreto è la gradualità: le domande diventano più personali di serie in serie.
  • Si risponde a turno, circa 15 minuti per serie, senza saltare le domande scomode.
  • I 4 minuti di sguardo finale sono un'aggiunta resa famosa nel 2015, non parte del protocollo originale.

Si possono davvero far innamorare due persone con 36 domande? La risposta onesta è: non per forza, ma ci si avvicina moltissimo. Le «36 domande per innamorarsi» sono diventate famose in tutto il mondo, e dietro c'è un vero esperimento di psicologia. Qui trovi cosa ha dimostrato lo studio, come farle nel modo giusto e tutte le 36 domande riassunte con parole nostre, nell'ordine originale.

Da dove vengono le 36 domande: lo studio di Arthur Aron

Nel 1997 lo psicologo Arthur Aron, insieme a Elaine Aron e altri colleghi, pubblicò sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin lo studio «The Experimental Generation of Interpersonal Closeness», cioè come generare in laboratorio la vicinanza tra due persone. Coppie di studenti che non si conoscevano si alternavano nel rispondere a tre serie di domande, ognuna più personale della precedente, per circa 45 minuti.

Il risultato: rispetto alle coppie che si facevano domande superficiali, quelle che seguivano le 36 domande si sentivano molto più vicine alla fine dell'esperimento. Il meccanismo è semplice: aprirsi un po' alla volta, in modo reciproco, costruisce fiducia. Lo studio non prometteva l'amore; la fama mondiale è arrivata nel 2015, con un articolo della scrittrice Mandy Len Catron sul New York Times, che raccontava di aver provato le domande e di essersi innamorata.

Come fare le 36 domande

  1. Scegliete un momento tranquillo, senza telefoni né orari: servono circa 45 minuti, più 4 minuti alla fine.
  2. Sedetevi uno di fronte all'altra, in un posto dove nessuno vi interrompe.
  3. Leggete le domande in ordine, una alla volta: non saltate alla serie più intima.
  4. Rispondete a turno a ogni domanda: prima uno, poi l'altro (in alcune lo scambio è previsto dalla domanda stessa).
  5. Dedicate circa 15 minuti a ogni serie; se il tempo finisce, passate comunque alla serie successiva.
  6. Siate sinceri anche quando la risposta è scomoda: è lì che nasce la vicinanza.
  7. Alla fine, se vi va, guardatevi negli occhi in silenzio per 4 minuti. Sembra lunghissimo, ed è il punto.

Qui sotto trovi i temi delle 36 domande di Aron e colleghi (1997), riassunti con parole nostre e nello stesso ordine dello studio: non sono la formulazione originale, ma ne riprendono fedelmente il senso. Leggetele a voce alta e rispondete a turno.

Serie I: domande 1-12 (riscaldamento)

  1. L'ospite ideale: chi inviteresti a cena, potendo scegliere chiunque?
  2. La fama: ti piacerebbe essere famoso, e per cosa?
  3. Le telefonate: ti prepari mai le frasi prima di chiamare qualcuno?
  4. La giornata perfetta: come sarebbe, dall'inizio alla fine?
  5. Cantare: quando hai cantato l'ultima volta, da solo o per qualcuno?
  6. Mente o corpo: arrivando a 90 anni, terresti giovane la mente o il corpo?
  7. Un presentimento: hai un'idea segreta su come finirà la tua vita?
  8. Cose in comune: trovate tre cose che sembrate condividere.
  9. La gratitudine: per cosa ti senti più grato nella tua vita?
  10. L'educazione ricevuta: cosa cambieresti di come sei stato cresciuto?
  11. La tua storia: racconta la tua vita in quattro minuti, con più dettagli possibile.
  12. Una qualità nuova: quale talento o capacità vorresti avere da domani?

Serie II: domande 13-24 (più personali)

  1. La sfera di cristallo: cosa vorresti sapere del tuo futuro o di te stesso?
  2. Un sogno rimandato: cosa desideri fare da tempo, e cosa ti ha fermato?
  3. Il tuo traguardo: qual è la cosa di cui vai più orgoglioso?
  4. L'amicizia ideale: cosa conta di più per te in un amico?
  5. Il ricordo più caro: qual è il momento che custodisci di più?
  6. Il ricordo più doloroso: qual è il momento peggiore che ricordi?
  7. Un anno di tempo: se sapessi di avere solo un anno, cambieresti qualcosa?
  8. Il senso dell'amicizia: cosa rappresenta per te?
  9. Amore e affetto: quanto spazio hanno nella tua vita?
  10. Qualità dell'altro: a turno, dite cinque cose positive dell'altra persona.
  11. La famiglia: quanto è unita la tua, e com'è stata la tua infanzia rispetto a quella degli altri?
  12. Tua madre: come vivi il rapporto con lei?

Serie III: domande 25-36 (le più intime)

  1. Frasi con «noi»: dite a testa tre cose vere che vi riguardano entrambi, iniziando con «noi».
  2. Condividere: completa la frase «vorrei qualcuno con cui condividere…».
  3. Diventare amici intimi: cosa dovrebbe sapere di te l'altra persona?
  4. Sincerità: di' cosa ti piace dell'altra persona, con una franchezza che di solito non useresti.
  5. Imbarazzo: racconta un momento della tua vita in cui ti sei vergognato.
  6. Il pianto: quando hai pianto l'ultima volta davanti a qualcuno, e da solo?
  7. Cosa ti piace già: di' una cosa che apprezzi già dell'altra persona.
  8. I limiti dell'ironia: c'è qualcosa su cui non si dovrebbe scherzare?
  9. Le parole non dette: se non avessi più tempo, cosa rimpiangeresti di non aver detto, e a chi?
  10. L'incendio: messe in salvo persone e animali, quale unico oggetto salveresti, e perché?
  11. La perdita: quale persona della tua famiglia sarebbe più difficile perdere?
  12. Un consiglio: racconta un problema personale, chiedi come lo affronterebbe l'altro e come ti vede mentre ne parli.

Funziona anche se state già insieme?

Sì, ed è forse l'uso più bello. Dopo anni di coppia si parla molto di organizzazione e poco di sé: le 36 domande obbligano a rallentare e a fare domande che non si fanno più. Molte coppie le usano per un anniversario o una serata senza telefoni, e scoprono risposte nuove anche su cose che credevano di sapere.

SituazioneCome adattarle
Primo o secondo appuntamentoFermatevi alla Serie I e II: la III è molto intima
Coppia da anniFatele tutte, magari in una sera di anniversario
Relazione a distanzaIn videochiamata, una serie a sera per tre sere
Dopo un periodo difficilePrendetevi tempo e lasciate il diritto di passare una domanda

Consigli per non rovinare l'esperimento

  • Niente telefono sul tavolo, nemmeno a faccia in giù.
  • Non commentare o giudicare le risposte: ascolta e basta, poi tocca a te.
  • Non trasformarlo in un test: non ci sono risposte giuste.
  • Se una domanda fa male, si può rispondere in breve, ma senza mentire.
  • Dopo, non analizzate subito tutto: lasciate che la serata si sedimenti.

Se cercate qualcosa di più leggero, provate le domande «preferiresti» per coppie o le classiche domande di coppia. E se dopo le 36 domande hai voglia di dire tutto quello che hai capito, parti dai 100 motivi per cui ti amo.

Domande frequenti

Le 36 domande per innamorarsi funzionano davvero?

Lo studio di Arthur Aron ha dimostrato che creano un forte senso di vicinanza tra due persone, anche sconosciute. Non garantiscono l'innamoramento, ma lo rendono più probabile se c'è già attrazione.

Chi ha inventato le 36 domande?

Lo psicologo Arthur Aron con Elaine Aron e altri colleghi, in uno studio pubblicato nel 1997 dal titolo The Experimental Generation of Interpersonal Closeness. Sono diventate famose nel 2015 grazie a un articolo del New York Times.

Quanto tempo ci vuole per fare le 36 domande?

Nello studio circa 45 minuti, cioè 15 minuti per ognuna delle tre serie. Se aggiungete lo sguardo negli occhi alla fine, contate altri 4 minuti.

Bisogna davvero guardarsi negli occhi per 4 minuti?

No, non faceva parte dell'esperimento originale del 1997. È un'aggiunta resa popolare nel 2015, facoltativa ma spesso il momento più intenso della serata.

Si possono fare le 36 domande per messaggio?

Si può, ma perde molto: lo studio si basava su una conversazione dal vivo. Se siete a distanza, meglio una videochiamata, magari una serie a sera.

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